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Iniziative


Il Dipartimento Virtuale di Studi Politici e Sociali – Dot 2.0 – si propone di sviluppare un network per la divulgazione digitale di contenuti scientifici liberamente accessibili e per una produzione, all'interno dell'accademia, di prodotti multimediali rilasciati sotto licenza Creative Commons. More info

Il giorno della sua inaugurazione, Febbraio 2010, sono stati presentati, a soggetti interni ed esterni all'università, impegnati nella promozione di un uso aperto delle nuove tecnologie e del libero accesso alla conoscenza scientifico-sociale, i diversi progetti/idee/proposte che il Dipartimento Virtuale si propone di mettere in pratica nel corso del 2010.

L'incontro ha rappresentato, inoltre, un'occasione per detti soggetti di presentare a loro volta iniziative la cui realizzazione possa prevedere la partecipazione e il contributo di Dot 2.0



Dot 2.0 è un progetto ideato e realizzato dai dottorandi del XXIV ciclo della scuola di dottorato, indirizzi in "Scienza Politica e Relazioni Internazionali" e "Sociologia", che fanno riferimento rispettivamente al dipartimento di Studi Politici e a quello di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Torino.

Istituito nel Maggio 2009 come portale di comunicazione interna ai dipartimenti, Dot 2.0 ha lanciato a Febbraio 2010 il varo della fase 2 del progetto: l'inaugurazione di un Dipartimento Virtuale di Studi Politici e Sociali. More info

 

 

 

 

 

 

 

 



CIAO affari internazionali PDF Stampa E-mail
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Scritto da Biblioteca Solari per Dot 2.0   
Sabato 09 Aprile 2011 14:31

Ecco le novità pubblicate su CIAO (Columbia International Affairs Online): la più completa banca dati per la teoria e la ricerca nel campo degli affari internazionali

Buttateci un occhio, because social sciences matter..

 
 
 
 
Ultimo aggiornamento Martedì 03 Maggio 2011 15:28
 
Le interviste “possibili”. Brevi appunti sulla trascrizione delle interviste nell’ambito della ricer PDF Stampa E-mail
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Scritto da di Sara Minucci e Federico Viotti   
Giovedì 31 Marzo 2011 23:18


La maggior parte delle ricerche qualitative si basano su interviste (strutturate o semi-strutturate).  Esistono una quantità infinita di manuali di metodologia che consentono di prepararsi nel modo più opportuno a questa difficile sfida, tuttavia in nessuno di questi troverete mai dei suggerimenti pratici per svolgerle.

Un giovane ricercatore alle sue prime esperienze, ma molto ligio, avrà già imparato a memoria tutte le buone regole per selezionare i casi, per costruire un questionario e per condurre l’intervista: si tratterà insomma di un perfetto pilota di Formula 1 a cui però mancano le ruote della macchina. Posto che non tutti riscontrano gli stessi problemi, ragionevolmente quelli più comuni sono tre: 1) come conquistare l’attenzione e la disponibilità dei possibili “intervistati”; 2) come svolgere interviste non-faccia-a-faccia; 3) come trascrivere una quantità all’apparenza infinita di minuti di registrazione.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Aprile 2011 01:56
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Publish or Perish: la valutazione dell'impatto della ricerca PDF Stampa E-mail
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Scritto da Duncan McDonnell per Dot 2.0   
Giovedì 24 Marzo 2011 13:45


Articolo rielaborato da: Tessa Piazzini, Indicatori bibliometrici: come recuperare l'H-index

 

L’H-Index o Indice di Hirsch è un indice proposto nel 2005 da Jorge E. Hirsch, professore della University of California di San Diego, per quantificare la prolificità e l’impatto del lavoro degli scienziati, basandosi sul numero delle loro pubblicazioni ed il numero di citazioni ricevute.


L’indice di Hirsch di un ipotetico Prof. Smith equivale quindi al punto di intersezione tra il numero di pubblicazioni e il numero di citazioni. Se il suo H-index fosse – poniamo – 13, significherebbe che il Prof. Smith ha pubblicato almeno 13 articoli che hanno ricevuto almeno 13 citazioni ciascuno.


Il pregio di questo indicatore è che riesce a verificare la reale influenza di uno scienziato sulla comunità, prescindendo da singoli articoli di grande successo, o anche dai lavori di autori che pur avendo pubblicato molto, hanno prodotto solo articoli di scarso interesse, come invece avviene usando l’Impact Factor.


Esistono vari programmi, gratuiti e non, per calcolare il numero di citazioni di un autore nonché il suo h-index. Tra quelli gratuiti, si consiglia Publish or Perish (PoP) che è un software liberamente scaricabile dal sito http://www.harzing.com/pop.htm


  • Interroga il database di Google Scholar, ed è al momento il programma gratuito più affidabile per il calcolo dell’h-index.

  • Quando lo aprite, vedrete diversi tabs in cima alla pagina per fare ricerche varie. Ad esempio, con "author impact" si può calcolare h-index, g-index, vedere il numero di citazioni ecc.

  • È meglio lasciare tutte le caselle spuntate, ovvero non limitare la ricerca solo a "social sciences, arts, humanities".

  • Avuti i risultati, basta togliere le pubblicazioni di eventuali omomini, cancellando i vari ticks dalle caselle.

  • Cliccando sui singoli risultati con il tasto destro del mouse, si presentano diverse altre possibilità (esportare il risultato, consultare la pubblicazione ecc.)

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Aprile 2011 14:10
 
Trial Periodici elettronici PALGRAVE PDF Stampa E-mail
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Scritto da Biblioteca Solari per Dot 2.0   
Mercoledì 09 Marzo 2011 21:57

Fino al 31 MARZO 2011 è attivo un trial del pacchetto di e-journals Palgrave Macmillan, compagnia associata al Nature Publishing Group (NPG).
Le discipline maggiormente interessate sono: humanities, social sciences, business and management.

Il trial dà accesso a più di 70 periodici, tra cui Journal of the Operational Resarch Society, Journal of International Business Studies, IMF Economic Review, Subjectivity and Feminist Review.

Per accedere alla risorsa
http://www.palgrave-journals.com/pal/jnlsubject.html
 
 
 
La cassetta degli attrezzi 2.0 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Jacopo Sermasi per Dot 2.0   
Domenica 06 Marzo 2011 15:55

Nel persistente affanno a essere competitivi e alla moda, i corsi universitari hanno visto la comparsa di titoli e sezioni di programma che ammiccano alla rivoluzione scatenata dalla diffusione del web 2.0.

Il fatto che dovremo aspettare altri 10 - 20 anni, e cioè fino a quando la generazione degli attuali laureandi e dottorandi non avrà accesso all’insegnamento universitario, prima che tali tematiche abbiano davvero spessore contenutistico in ambito accademico, lo dimostra l’assenza totale di formazione riguardante l’attività fondante di qualunque percorso accademico: la ricerca bibliografica (nell’era informatica).

Non si tratta di un elemento residuale: la logica stessa del processo di ricerca bibliografica è stato stravolto dall’avvento del web fino al punto che possiamo serenamente affermare che se in precedenza il ricercatore doveva recarsi alla biblioteca, adesso è la biblioteca a recarsi al cospetto del ricercatore.

Nell’attesa del ricambio generazionale in ambito accademico, ci tocca autoorganizzarci…
 
 
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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Marzo 2011 13:16
 
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