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| Datemi una coppa e vi risolleverò un paese… |
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| Written by Federico Viotti |
| Friday, 23 July 2010 16:35 |
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Sono stato incuriosito, qualche giorno addietro, da un articolo su Affari e Finanza[1], l’inserto economico de la Repubblica, in cui veniva presentata Ana Botìn, attuale presidente di Banesto e banchiera figlia d’arte – la famiglia Botìn fondò e tuttora possiede la banca Santander. Banesto è lo sponsor della nazionale di calcio spagnola e per questo, in occasione dei festeggiamenti, è stata donata una maglia delle furie rosse proprio alla Botìn, la quale fin dall’inizio del mondiale aveva voluto scommettere sulla vittoria della selecciòn spagnola.
Prendi una squadra di calcio sul tetto del mondo, prendi un paese in cerca di una via di uscita dalla crisi, prendi una figura di primo piano della finanza ed ecco che si materializza il sogno: il riscatto dell’economia spagnola, il ritorno di quella crescita miracolosa - che tanto miracolosa non fu[2]. La Spagna, giustamente, si gode la sua vittoria, però questa volta il trionfo sportivo non potrà distogliere più di tanto l’attenzione dai problemi reali la cui soluzione sembra, per la verità, piuttosto lontana. Il semestre europeo della Spagna è terminato e il bilancio di certo non può dirsi positivo, nonostante gli sforzi per recuperare terreno nelle ultime settimane. Zapatero aveva proposto un programma decisamente ambizioso, a detta di molti, con l’obiettivo di distogliere i riflettori dalla crisi interna e nella speranza che la delicata situazione casalinga non precipitasse. E invece il tracollo c’è stato, con la Spagna accostata alla Grecia e tutte e due insieme inserite nel gruppetto dei PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), i paesi “maiali” dell’Unione Europea. Di certo non è stato facile per il governo spagnolo affrontare tante emergenze tutte insieme, ma è giudizio univoco che mai come in questi sei mesi è stata minata la credibilità delle istituzioni dell’Unione e la loro capacità di fare fronte comune alle emergenze – vedi le resistenze della Merkel ad approvare gli aiuti alla Grecia. Ora che tutto è finito e la bufera è (forse) passata si cerca di recuperare qualche elemento positivo ed allora ecco giungere il massimo apprezzamento dei leader europei alle misure anticrisi spagnole e persino una telefonata di congratulazioni a Zapatero da parte del presidente degli Stati Uniti Obama, il quale avendo altrettanti problemi a casa sua ha dovuto comunque rimandare il vertice Stati Uniti – UE. Il problema fondamentale per questo paese, come per tutti gli altri paesi europei - e non solo - è che nessuno di loro può affrontare individualmente una catastrofe economica che non ha una connotazione geografica precisa. È una crisi che dipende da manovre finanziarie sfrenate messe in atto da enormi e potentissimi gruppi economici internazionali, da una classe capitalistica transnazionale[3] che non ha regole. E allora fa bene Obama a cercare di imporre dei limiti e farebbero bene anche gli altri paesi a tentare di mettere dei freni a questa situazione. Le politiche sociali del primo governo Zapatero, l’intenzione di rilanciare il dibattito sul futuro dell’Europa e sulla sua costituzione durante il semestre spagnolo, sono obiettivi di grande rilevanza, ma che prontamente cadono in secondo piano di fronte allo spauracchio della recessione. Quindi la presidenza spagnola non solo, come dice Alfonso Botti[4], “[n]on lascia l’Unione Europea peggio di come l’aveva trovata e non ritrova una Spagna in condizioni peggiori di come l’aveva lasciata”, ma inoltre non può essere responsabile di una condizione economica che si deve affrontare con coesione a livello internazionale.
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha rivisto al ribasso le stime di crescita dei paesi dell’UE e il Fmi ha dichiarato che la ripresa sarà lenta. Questo significa che si dovrà stare ancora in allerta e che non è ancora tempo di miracoli. [1] Tropea, S., Ana Botìn, la “òla rosa” vuol far ripartire il miracolo spagnolo, in la Repubblica, 19 luglio 2010 [2] Botti, A., (2001) La Spagna di Aznar, Il Mulino, n°5 [3] Cfr. Luciano Gallino (2009), Con i soldi degli altri, Torino, Einaudi. [4] Botti, A., (2010) Luci e ombre della presidenza di turno spagnola http://www.europressresearch.eu/html/focus.php?lang=ITA&id=53
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| Last Updated on Friday, 30 July 2010 10:33 |






