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News News Archive Il campo politico palestinese dopo l’attacco israeliano alla Mavi Marmara
Il campo politico palestinese dopo l’attacco israeliano alla Mavi Marmara PDF Print E-mail
Written by Paolo Napolitano   
Monday, 14 June 2010 08:41
L’attacco israeliano alla Mavi Marmara del 31 maggio scorso ha provocato diverse reazioni nell’opinione pubblica palestinese: le manifestazioni di giubilo e la bandiere turche sventolate con forza nelle strade palestinesi hanno generato grande entusiasmo, ma allo stesso tempo pongono alcuni interrogativi per il campo politico palestinese.  
 
In primo luogo, i fatti della Mavi Marmara ridimensionano il ruolo della Turchia sullo scacchiere mediorientale e di riflesso su quello europeo; quest’ultimo rappresenta il terreno sul quale il paese da tempo cerca di trovare consensi. Erdogan proverà pertanto a incidere su entrambe le aree e a guadagnare politicamente dall’insensatezza dell’azione israeliana. Naturalmente anche Erdogan potrà fare poco per la Palestina e i palestinesi, mentre il suo intervento assume un carattere prettamente geopolitica. In secondo luogo c’è da dire che il modello turco di governo islamico modernizzato rappresentato da Erdogan e dal suo partito, l’AKP, costituisce un’alternativa da sempre condivisa da molti ambienti dell’establishment e dell’opinione pubblica palestinese: il modello turco è pertanto molto più accettato rispetto a quello iraniano. Le principali conseguenze di questo processo politico in atto si ripercuotono soprattutto su Hamas: ambienti vicini al movimento islamico hanno riportato una grossa tensione al suo interno per quanto accaduto sulla Mavi Marmara. La tensione interna è data dalla strategia da seguire e riporta la discussione al tema della normalizzazione di Hamas all’interno del campo politico palestinese; ovvero se iniziare o meno un percorso politico simile a quello del partito di Erdogan o rinsaldare l’alleanza con l’Iran che da tempo ormai rappresenta l’unico sostegno al governo della Striscia. Non è un caso che molte delle ricerche di accademici palestinesi su Hamas riguardino proprio la comparazione tra il movimento islamico e l’AKP. L’attacco alla Freedom Flotilla pone pertanto una certa pressione al movimento perché  in qualche modo lo obbliga alla scelta, mentre da tempo Hamas ha adottato una linea politica piuttosto ambigua e attendista. A completare il quadro appena delineato è il rinvio delle elezioni municipali previste per il 17 di luglio: Abu Mazen ha avuto notevoli difficoltà nel presentare una lista unica nel tentativo di scongiurare il pericolo di liste indipendenti, soprattutto negli ambienti vicini a Fatah, per questo motivo ha deciso, per decreto, di rinviare le elezioni. Tuttavia la decisione del rinvio contiene altre implicazioni: Hamas non avrebbe partecipato alle elezioni e il presidente palestinese sa bene che senza Hamas qualsiasi elezione è priva di significato, per questo motivo ha tentato la strada del rinvio per convincere Hamas a partecipare. Abu Mazen pur essendo debole é un politico scaltro e sa bene che la recente tensione interna ad Hamas per i fatti della Mavi Marmara può rappresentare l’opportunità per riannodare i fili con il movimento islamico e far ripartire la riconciliazione… alle sue condizioni naturalmente.
Last Updated on Friday, 30 July 2010 10:30
 

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